Ecco il nostro decalogo su come prevenire la perdita dati:

  1. i personal computer non nascono come sistemi affidabili e non sono progettati per la ritenzione dati. Pertanto la sicurezza dei dati informatici è subordinata all’implementazione di una o più copie differite (backup) e di una o più copie contemporanee (mirroring).
  2. i dati importanti dovrebbero risiedere solo su macchine capaci di correggere errori derivanti dal transito di particelle alpha e raggi cosmici (puoi leggere l’articolo sulla Perdita dati a causa di errori di coerenza);
  3. i dischi contenenti le copie di sicurezza non devono essere stressati: è consigliabile ricorrere a meccanismi di backup incrementale piuttosto che, copiare da zero tutti i contenuti ogni volta;
  4. i backup incrementali vanno effettuati con cadenza precisa: è ancor meglio automatizzare il meccanismo ed ottenere un messaggio di successo/insuccesso dall’automatismo stesso;
  5. qualora l’automatismo di backup non produca messaggi, un secondo automatismo deve sovrintendere le operazioni ed avvertire della mancanza di messaggi da parte della procedura di backup;
  6. i backup dovrebbero essere delocalizzati così da non essere coinvolti in eventi riguardanti i luoghi nei quali dimora la copia originale. La teoria è che, un eventuale incendio o furto non deve essere in grado di compromettere: sia il dato originario, sia la copia. Si può agire in vari modi: è possibile trasportare via dall’azienda i supporti di backup periodicamente oppure, è possibile avere un backup delocalizzato fuori dall’azienda. Se la quantità di dati variati ogni giorno è compatibile con la connettività è possibile mantenere un backup geodelocalizzato;
  7. alcuni supporti di memorizzazione, se tenuti scollegati (cold storage) per molto tempo, sono soggetti a fenomeni fisici come la fuga degli elettroni: conservare i dati in un cassetto, può voler dire che all’occorrenza i contenuti desiderati non risultano accessibili;
  8. i dischi che contengono i dati devono essere protetti da sbalzi di tensione e ciò è possibile solo attraverso degli UPS ben dimensionati e scelti correttamente per il sistema;
  9. gli utenti devono essere educati sulla necessità di non installare software con leggerezza, eventualmente i loro privilegi vanno limitati. Inoltre gli utenti devono riconoscere i modelli più comuni attraverso i quali i virus cercano di diffondersi;
  10. i dischi vanno configurati per non effettuare numerosi cicli di accensione e spegnimento: spesso, alla ricerca dell’economia elettrica, vengono create delle singolarità capaci di rompere i dischi in poco tempo;
  11. nel caso di dischi utilizzati in bilanciamento (stessa usura su più dischi), andrebbero utilizzati dischi che hanno una storia ed una anagrafica molto diversa così da mitigare la possibilità che i dischi si rompano in tempi ravvicinati;
  12. periodicamente vanno verificati i parametri di temperatura dei dischi: più un disco scalda e più la sua aspettativa di vita decresce;
  13. periodicamente vanno verificati i dati SMART dei dischi: è consigliabile configurare degli allarmi automatici, per identificare gli eventi premonitori di una di rottura disco.

La maggior parte dei punti di questo decalogo vengono affrontati dalle nostre implementazioni NAS e dalle politiche di tutela dei dati insite nei nostri regime di assistenza sistemistica per aziende. Contattaci ed implementa con noi il tuo NAS!

 


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